<Casano Alto, lavatoio>
<Casano Alto, mulino>
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| L’ITINERARIO DELL'ACQUA E DEI MULINI |
L'antico
sfruttamento collinare dei due corsi d’acqua Parmignola
(nell’Ortonovese) e Bettigna (nel Castelnuovese) serviva per scopi irrigui
nelle coltivazioni orto cerealicole nella zona interessata, ma soprattutto
come forza motrice di numerosi mulini e frantoi disseminati lungo le loro
rive.
L’importanza di questi luoghi di
molitura è sottolineata da alcuni toponimi: Mulinello, Torchietto,
Molinetto, presenti tra Ortonovo e Castelnuovo.
Molti edifici per la molitura sono
attualmente in stato di abbandono; altri sono stati recuperati per uso
abitativo.
Lungo il Parmignola, poco sotto
il ponte di S.Rocco che porta a Nicola, incontriamo un frantoio e un mulino,
oggi di proprietà Benelli.
Attivo fino al dopoguerra, questo
complesso è stato abbandonato e in parte smantellato ma merita il
ricordo per il nome che ha dato al luogo: Mulinello, appunto.
Lungo la mulattiera che conduceva
a Casano basso si trova il frantoio -attivo fino a poche decine di anni
fa- oggi adibito a museo etnografico dal Comune di Ortonovo ed un tempo
di proprietà Rocchi.
In località Casano basso,
a lato della carrozzabile per Ortonovo troviamo il Mulino Gherardi che
ha funzionato fino al 1988: questo mulino testimonia la fedeltà
alle tradizioni familiari e al lavoro, essendo passato per successive eredità
dal bisnonno Gherardi Primo, al figlio, al nipote ed infine al pronipote
Tito. Nonostante l’integrità di tutte le sue parti, le sue condizioni
sono precarie per l’invasione di tarli che stanno corrodendo le parti in
legno.
Il mulino, azionato da forza idraulica
che muoveva l’organo principale (Rotone), macinava grano
e granturco ma produceva farina solo di tipo integrale. I palmenti,
chiamati macine, venivano annualmente rimossi con apposite gru e martellinati
per ripristinare i canalicoli di triturazione.
Lungo la salita che porta alla pieve
di S.Martino giungiamo ad un altro luogo di molitura assai frequentato
fino agli anni Settanta; esso mostra ancora i segni della passata attività,
come il vano del rotone e la gora dell’acqua .
Sulla strada appare un abbeveratoio
per dissetare le bestie e un lavatoio, luogo di incontro delle donne del
paese.
A Casano alto verso l’Annunziata
c’è un altro frantoio che testimonia in tempi recenti un’economia
locale legata all’olivo: il Frantoio Ingolotti (oggi Foddi), modesto fuori
e ricco dentro. All’interno gli strumenti di lavoro sono ben conservati
e documentano perfettamente il trattamento delle sanse. All’esterno esistono
ancora la gora per il trasporto dell’acqua e alcune piccole chiuse per
la sua regolamentazione. All’esterno tre Maestà
testimoniano una sentita religiosità popolare.
(testo del Professor Galloni) |
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