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ITINERARI
DEI BORGHI STORICI E AREE ARCHEOLOGICHE
I piccoli borghi collinari
a ridosso del bacino del Magra che si svilupparono in seguito alla decadenza
di Luni, presentano caratteristiche proprie quanto a storia, vicende
politiche e usi locali, e somiglianza nello sviluppo tipologico urbano.
L’itinerario proposto parte da Luni,
attraversa la vallata del Parmignola, tocca il borgo collinare di Nicola,
le frazioni di Casano, giungendo infine a Ortonovo, offrendo cenni di storia
e architettura locale, sottolineando le emergenze artistiche, le architetture
caratteristiche e cenni di vita comunitaria, sociale ed economica. Le acque
del Parmignola, sfruttate sin dall’antichità per irrigare i campi
e per azionare i numerosi mulini e frantoi disseminati nella zona, offre
l’opportunità di visitare edifici caratteristici di un’economia
contadina ormai estinta.
LUNI
<Luni, anfiteatro romano>
L’antica colonia di Luni fu fondata
dai Romani per stabilirvi un posto avanzato nei confronti dei Liguri Apuani
contro i quali avevano già condotto guerre. Dallo storico Livio
apprendiamo che nel 177 a. C. i Romani fondarono sul mare, poco a Sud del
Magra, la colonia di Luna; il territorio conquistato venne suddiviso tra
duemila cittadini romani. La scelta di Luna per fondarvi una colonia romana
indica che il territorio era assai importante dal punto di vista strategico,
militare e commerciale. Con la conquista del basso corso del Magra i Romani
si erano assicurati i traffici del portus Lunae e le comunicazioni con
l’Emilia. Dopo il 155 la colonia iniziò a prosperare, grazie
a una industria di scultori in marmo, una fabbrica di oggetti in vetro
e forse una fonderia di bronzi. Anche i commerci erano fiorenti: i cives
lunensi esportavano i legnami dalle foreste appenniniche, i formaggi, i
vini e soprattutto il marmo. Durante il consolato di Cecilio Metello e
Fabio Massimo nell'anno 142 scoppiò in città una terribile
epidemia. Nel frattempo veniva completata la costruzione della via
Aemilia Scauri che andava da Pisa a Luna, a Vada Sabatia fino oltre
Dertona costituiva il prolungamento dell’Aurelia che collegava Roma a Pisa.
Nell’epoca di Augusto la città
conobbe un periodo di splendore, in età giulio-claudia essa veniva
interessata da una nuova fase urbanistica raggiungendo un alto sviluppo
monumentale: la città si ornava di edifici pubblici e sacri, ricca
decorazione architettonica, un teatro, statue e abitazioni in marmo.
Occupata da Narsete nel 552 Luni
ebbe prestigio e prosperità in epoca bizantina diventando centro
della provincia “Maritima Italorum”; occupata in seguito dai Longobardi
capeggiati da Rotari fu devastata e ridotta a semplice villaggio, avviandosi
verso il declino. Dopo l’avvento dei Franchi, Luni fu saccheggiata dai
Saraceni e dai Normanni a cui seguì la fine della città stessa,
conseguente anche all’impaludamento della zona, al diffondersi della malaria
e lal progressivo abbandono delle abitazioni.
NICOLA
L’abitato di Nicola ha origine molto
antica, viene chiamato nei documenti medioevali “Micoria”, “Micoarra” o
“Nicola”
Come Ortonovo, Nicola era una villa
della Corte di Iliolo sottoposta alla giurisdizione vescovile; già
nel 1137 Nicola ebbe Statuti propri; in posizione strategica per il controllo
della piana di Luni, fu dapprima sotto la dominazione di Lucca e poi di
Pisa, quindi degli Scaligeri, dei Rossi di Parma, degli Spinola di Genova,
dei Visconti di Milano.
La tradizione vuole che nel XII
secolo trovasse ospitalità a Nicola S.Guglielmo, duca di Aquitania
che nel 1677 venne proclamato patrono del borgo insieme con i santi Giacomo
e Filippo.
Sul finire del Quattrocento Nicola
fu ceduto al Banco di S. Giorgio in cambio di tremila scudi d’oro e in
seguito venne posto sotto il dominio della Repubblica di Genova; al seguito
del genovesi nuove famiglie di commercianti, notai e amministratori del
Banco si stabilirono a Nicola imponendosi i vertici della vita amministrativa
e accumulando ampie proprietà fondiarie.
Nel 1797 in seguito all’entrata
in Genova delle truppe Napoleoniche anche Nicola entrò a far parte
della Repubblica Ligure mentre nel 1806 veniva istituito il Comune unitario
di Ortonovo di cui Nicola diventa semplice frazione.
ITINERARIO DI VISITA
SAN MARTINO
<Pieve di San Martino>
Vicende storiche
Sul finire del secolo VI e durante
il successivo all’epoca della dominazione longobarda in Italia pare che
le terre della valle del torrente Parmignola fossero state incluse nei
beni pubblici della città di Luni e che tali terre avessero poi
costituito una vasta area staccata dal suo territorio cittadino chiamata
“Sopraluna”, facente capo alla corte di “Iliolo” ed alla cappella di S.Martino
eretta in quegli stessi anni sulla sponda sinistra del Parmignola.
ITINERARIO DI VISITA
Tra mulini e lavatoi
Nel sito abitativo di S. Martino
era funzionante un mulino da farina detto “mulino di cima” (sul lato sinistro,
sull’attuale via S. Martino);
Fin dai tempi antichi nella gora
del mulino comunale di S.Martino esisteva e ancora si conserva, una muraglia
di pietra adibita a lavatoio, luogo di incontro e di socializzazione.
Oltre al mulino, in località
S.Martino erano stati costruiti due torchi detti “di sopra” o “verso la
porta” e “di sotto” ovvero “verso la Ghiara”; questi edifici venivano periodicamente
concessi in affitto. Sulla vecchia mulattiera che conduce alla chiesetta
è ancora presente uno dei vecchi frantoi di S.Martino con ulivi
centenari.
Oltrepassato l’antico ponte di S.Martino,
fatto costruire in legno nel Trecento e dopo numerosi restauri ricostruito
in pietra, troviamo la chiesetta di S. Martino, pieve di epoca longobarda:
oggi sebbene ristrutturata conserva ancora evidenti le sue linee in stile
romanico; l’edificio, ad un’unica navata è stato costruito con bozze
di arenaria squadrata e marmo lunense e si trova a lato del cimitero, in
posizione un poco elevata rispetto al fondovalle e alla strada poiché
era stata costruita sulla via che collegava i due castelli di Ortonovo
e Nicola; il campanile (sec.XII) conserva quasi totalmente la sua
struttura originaria.
L’ANNUNZIATA
<chiesa dell'Annunziata>
Vicende storiche
Situato sul versante destro del
torrente Parmignola, alle pendici del Monticello, il centro abitativo dell’Annunziata
costituisce il sito più antico della località di Casano.
Lo sviluppo edilizio e abitativo è legato al fenomeno di trasferimento
delle famiglie di contadini e boscaioli nella piana, vicino alle terre
coltivate e alle vie di comunicazione.
Nel 1653 il Console e i Consiglieri
di Ortonovo proposero di edificare una nuova chiesa per non costringere
la popolazione a recarsi fino a Ortonovo per le funzioni religiose.
Venne costruito un Oratorio dedicato
alla Santissima Annunziata già operante nel 1658.
ITINERARIO DI VISITA
Lungo il Parmignola tra mulini e
torchi
Oltrepassato S. Martino proseguendo
per la strada comunale di Ortonovo troviamo alcune vecchie strutture edilizie
che testimoniano la presenza di vecchi mulini e torchi; uno di questi edifici
posto sulla riva del Parmignola presenta all’esterno ancora elementi in
legno e pietra che facevano parte dei meccanismi di funzionamento; l’edificio
immediatamente sopra sul lato sinistro della strada, era un opificio medioevale
utilizzato sia come torchio che come mulino da farina e da zolfo, e presenta
ancora, perfettamente conservati, i meccanismi del torchio, del mulino,
l’essiccatoio per le castagne, i lavatoi.
Quartiere dell’Annunziata (detto
Casano alto)
Il quartiere dell’Annunziata, oggi
detto di Casano alto, è costituito da due agglomerati di case, per
la maggior parte ristrutturate, che costituivano il primo nucleo abitativo
della futura frazionere di Casano.Al limite dell’aggregato di abitazioni
più in basso, si trova la chiesa della SS Annunziata, la cui facciata,
ristrutturata e diipinta in un rosa ligure e rivolta verso la via principale,
emerge a stento tra la cortina di case che la racchiudono. All’interno
l’altar maggiore in marmo policromo presenta un’ancona racchiusa
da due colonne che racchiude una tela raffigurante l’Annunciazione.
ORTONOVO
<veduta di Ortonovo>
Vicende storiche
Borgo storico arroccato in una posizione
dominante su una collina ai piedi delle Alpi Apuane, Ortonovo fu costruita
tra i secoli XI e XII ed entrò a fare parte delle proprietà
vescovili in Lunigiana. Il nome deriva da “Hortus novus” e richiama l’inizio
delle lavorazioni nei terreni collinari. Nel 1404 Paolo Guinigi signore
di Lucca acquistò Ortonovo.Nel 1467 i sindaci di Ortonovo giurarono
fedeltà alla Signoria di Firenze e nel 1495 fu venduto al Banco
di San Giorgio ed entrò nell’orbita genovese.
Nel 1805 con l’annessione della
Liguria della Liguria all’impero napoleonico, iniziarono profonde trasformazioni
sociali, politiche ed economiche: l’economia da agricola divenne industriale
e commerciale. Il centro di gravità della Lunigiana si spostò
da Sarzana alla Spezia.
Nella prima metà dell’800
parte del territorio comunale passò nelle mani dell’imprenditore
marmifero Fabbricotti che lo organizzò in appezzamenti assegnati
a mezzadria. Dopo il crollo dei Fabbricotti subentrò il pratese
Gualtiero Benelli che acquisì numerose proprietà nella vallata.
Fino al secondo dopoguerra nel territorio
comunale erano ancora attivi 6 frantoi e 5 mulini, mentre intorno agli
anni ‘40 si esauriva la produzione di carbone proveniente dai boschi dell’Annunziata.
ITINERARIO DI VISITA
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