
<Interno prima del restauro> |
| IL FRANTOIO - MUSEO |
L’edificio
del Frantoio oggi Museo etnografico è stato costruito alla metà
del secolo scorso sopra una struttura preesistente del XVI secolo, il frantoio
della “Colombera”: ciò si può dedurre dalla forma delle porte
e delle finestre, dalle tecniche costruttive dei muri e, soprattutto, dalle
misure dei mattoni usati negli archi di scarico delle aperture.
La parte verso la strada ha un solaio
di legno, quella sul retro, che regge il frantoio del piano superiore e
le vasche di decantazione, è stata costruita a volte in un secondo
tempo, come si può vedere dai resti di un frantoio situati sotto
la scala.
L’intero complesso è stato
restaurato nel 1990 e le pavimentazioni e i serramenti sono stati rifatti
con materiali tradizionali.
Il lavoro si svolgeva in pochi mesi
invernali, da novembre a gennaio. Ogni famiglia di contadini raccoglieva
una o due volte le olive che cadevano spontaneamente perché maturate
prima o staccate dal vento; poi iniziava, con scale e pertiche, la “battitura”
degli ulivi per far cadere tutti i frutti. Le olive erano distese in un
luogo coperto e arieggiato in modo che non fermentassero in attesa del
turno del frantoio. Ogni famiglia frangeva le sue olive in una sola volta
o al massimo due, ma nessuna voleva farlo per prima perché una parte
dell’olio sarebbe andato ad ungere le attrezzature del frantoio rimaste
ferme per quasi un anno.
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